giovedì 29 giugno 2017

Comunità albanese in Calabria - Gli Arbëreshë e la loro lingua (parte 1)

La lingua arbëreshe (gluha arbëreshe o arbërishtja nelle parlate albanesi locali) è la lingua parlata dalla minoranza etno-linguistica albanese d'Italia. Appartenente al gruppo della lingua albanese, è una varietà linguistica della parlata del sud dell'Albania (tosk) da dove ha avuto origine in massa la diaspora.
Gli arbëreshë, discendenti delle popolazioni albanesi che in varie ondate, a partire dalla seconda metà del XV secolo, migrarono dall'Albania, dall'Epiro e dalle numerose comunità albanesi della Morea verso l'Italia Meridionale e insulare, sono circa 100.000 persone.

Arberia viene definita tutta l'area geografica che comprende la minoranza etnico-linguistica arbëreshë
rappresentata nell'immagine qui sotto:



Il termine Arbëria tra gli arbereshe fino al XV secolo indicava l'Albania, ora invece chiamata col termine moderno: Shqipëria.
Il numero di comunità arbëreshë più numerose si trova in Calabria (33 comunità)  ed in particolare nella Provincia di Cosenza, 3 in provincia di Crotone e 2 in provincia di Catanzaro:


  • Acquaformosa (CS) 
  • Cantinella (CS)
  • Caraffa di Catanzaro (CZ)
  • Carfizzi (KR)
  • Castroregio (CS)
  • Cavalerizzo (CS)
  • Cerzeto (CS)
  • Civita (CS)
  • Eianina (CS)
  • Falconara Albanese (CS)
  • Farneta CS)  
  • Firmo (CS)
  • Firmoza - Andali (CZ)  
  • Frascineto (CS)
  • Kantinela (Fraz. di Corigliano Calabro) (CS)
  • Lungro (CS)
  • Macchia Albanese (CS) 
  • Marcedusa (CZ)
  • Marri - San Benedetto Ullano (CS)
  • Pallagorio (KR)
  • Plataci (CS)
  • San Basile (CS)
  • San Cosmo Albanese (CS) 
  • San Demetrio Corone (CS) 
  • San Giacomo (CS)
  • San Giorgio Albanese (CS)
  • San Martino di Finita (CS)
  • San Nicola dell'Alto (KR) 
  • Santa Caterina Albanese (CS)
  • Santa Sofia d'Epiro (CS) 
  • Spezzano Albanese (CS)  
  • Vaccarizzo Albanese (CS)
  • Vena di Maida (CZ)

La lingua albanese in Italia è tutelata dallo Stato in base alla legge-quadro n. 482 del 15 dicembre 1999.

La lingua arbëreshe, anche detta "arberesco"[8][9], si è conservata e poco evoluta in cinquecento anni, mantenendo la struttura fonetica e morfosintattica d'origine. L'aspetto interessante è che, essendosi distaccata dall'Albania e dalla Grecia durante le diaspore albanesi avvenute a partire dalla fine del Quattrocento, essa si presenta sostanzialmente immutata, con tratti arcaici della lingua albanese e altre caratteristiche del tosco, con prestiti linguistici dal greco, e più recentemente dai dialetti meridionali, ma non influenzata dalla lingua degli invasori turchi, come invece è accaduto per l'albanese parlato in Albania.

 Evoluzione


e la loro ubicazione geografica:




Fonetica

L'arbëresh, come l'albanese, ha 7 vocali: a, e, ë, o, i, y, u. La differenza è che la y arbëreshe si pronunzia come la i italiana di "indaco", mentre la y albanese si rende con lo stesso suono della ü tedesca


1)     Trasformazione  h > gh  ( Es: njoh > njogh )                                                                                                               Falconara Albanese (CS) – San Cosmo Albanese (CS) – San Giorgio Albanese (CS) –                                                            San Demetrio Corone (CS) – Macchia Albanese (CS) – Vaccarizzo Albanese (CS) – Marri (CS) –  Santa Sofia d'Epiro (CS)
2)     Trasformazione  ë tonica > a  ( Es: këmba > kamba )                                                                                                  Vaccarizzo Albanese (CS) – Caraffa di Catanzaro (CZ) – Vena di Maida (CZ)
3)     Trasformazione  ë tonica > o  ( Es: këmba > komba )                                                                                                        Pallagorio (KR) – San Nicola dell'Alto (KR) – Carfizzi (KR) – San Basile (CS)      


 

Il museo etnico arbereshe di Civita (CS): clicca qui
Museo del Costume e del Territorio di Santa Sofia d'Epiro: clicca qui

 
 Giulo peta racconta la gjitonia arbëreshë



Thuajme Arbereshe oggi



Canti arbëresh a Civita (CS)



Abbigliamento tradizionale arbereshe




Fonte:
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_arb%C3%ABreshe 
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_arbëreshe
 

lunedì 19 giugno 2017

La lingua greca nelle Calabrie

La vexata quaestio della lingua greca nelle Calabrie.
Il greco che influisce sui dialetti calabresi è di origine magnogreca o bizantina?
Secondo Giovanni Battista Marzano (Polistena 1842 - Monteleone oggi Vibo Valentia 1902 ) ...

È di origine magnogreca per tre motivi:
1) Roma ai conquistatati lasciava piena libertà di conservare le civili costumanze ed il culto
2) Anche se Roma fosse stata più tirannica, I'evoluzione linguistica è più lenta ed io popolo meno colto avrebbe continuato a parlare greco importando poche parole o frasi dal latino
3) le grandi città calabre terminata la guerra si sarebbero concéntrate al commercio con l'oriente greco e alle arti e lettere greche
Continua...



domenica 18 giugno 2017

Giovanni fiore i popoli della calabria greca origine città in fondo al libro

Lingua osca - parte 1

Lingua osca - Parte 1

Si potrebbe pensare che i dialetti calabresi lessicalmente abbiamo esclusivamente origine latina o greca dimenticando che l'area è stata influenzata anche dai popoli lucani e bruzi parlanti lingua osca, una lingua indoeuropea, delle lingue osco-umbre e molto vicina al latino
.
Rohlfs nel Nuovo dizionario dialettale della Calabria esamina e confronta questi linguaggi pre-latini ; il latino albus, libra, probe, tibi corrisponde all'soco alfu, lifra, prufe, tefe. Nella parte più settentrionale della Calabria zolla si dice "gliefa" e si può ragionevolmente pensare che non derivi dal latino "gleba" ma dall'osco "glefa".

Nella Calabria centrale, dove  zolla si dice "tifa" deriverà dall'osco "tefa" e non dal latino "teba" dello scritto Marco Terenzio Varrone.

Di seguito alcune parole elencate da Rohlfs che deriverebbero dall'osco:

  • àuzinu: ontano
  • panica: zolla
  • calfa o carfa: ghiro femmina
  • vitorra: grande cucchiaio dei pastori
  • pazorra: grappolo d'uva
  • viscìglia: querciola
  • silipu: pianta delle graminacee
  • gravina: burrone
  • murgia: terreno roccioso in collina
  • timpa: balza, rupe


sabato 10 giugno 2017

Giangurgolo

Giangurgolo è una maschera calabrese della commedia dell'arte. Secondo alcuni studiosi il suo nome deriverebbe da Gianni Boccalarga o Gianni Golapiena, caratterizzandone così subito le peculiarità: persona di molte chiacchiere, di grande ingordigia e fame.
La maschera di Giangurgolo fu importata da Napoli a Reggio ed in Calabria per mettere in ridicolo le persone che imitavano i cavalieri siciliani "spagnoleggianti", infatti intorno alla metà del XVII secolo quando la Sicilia fu data ai Savoia vi fu una massiccia migrazione di nobili spagnoli siciliani verso la città di Reggio dall'altra parte dello Stretto, e la maschera sarebbe stata dunque adattata a questi nobili[2] siciliani decaduti, diventando la maschera tradizionale della regione
Giangurgolo sarebbe una parola composta da:
  • Gian
Zanni, un tipico personaggio della commedia dell'Arte che presenta diverse varianti in Italia, una tra tutte Giangurgolo appunto. Della parola Zanni rimane infatti ancora oggi traccia nel dialetto calabrese, nell'uso di espressioni come "fari u Zannu" o "fari i Zanni", che vuol dire "fare uno scherzo", "fare degli scherzi", o ancora l'espressione "Zanniare" che vuol dire "scherzare" appunto. Troviamo un altro riferimento reggino allo Zanni nella tipica espressione "Facc'i'Maccu" (Faccia di Macco) ancora in uso in città, che deriva dal personaggio Maccus, il servo sciocco della commedia Plautina, molto simile al servo sciocco interpretato da molti Zanni della Commedia dell'Arte.
  • Gurgolo
"bocca larga" o "grande bocca", un personaggio ingordo dotato di appetito insaziabile, ma soprattutto inteso in senso di spacconeria, un personaggio di molte parole e di pochi fatti.

Anche nel Rohlfs troviamo la parola "zanni" o "zannu"...
  • zannu (Vocabolario Calabro Italiano, Domenico De Cristo Napoli 1897)
maschera, mascherato
  • li zanni (San Giorgio Morgeto)
le maschere di carnevale
  • zannu (La tradizione greco-latina nei dialetti della Calabria Citeriore, Vincenzo Dorsa 1876)
stupido, buffone
  • zannu (Saggio di un vocabolario calabro-italiano di Lorenzo Galasso, Vocabolario dialettale reggino-italiano di Giovanni Malara, 1909, 2,5,6)
burla derisione, scherzo
in italiano: zanni: "buffone" corrispondente al veneto zanni: Gianni

Fonte: