domenica 29 gennaio 2017

Grecanico



Il #Grecanico o dialetto greco-calabro è una lingua parlata nella provincia di Reggio Calabria. È chiamato localmente greco di Calabria, ed è formalmente una lingua minoritaria appartenente alla minoranza linguistica greca d'Italia insieme alla Grecìa Salentina (#griko), esordisce Wikipedia italia. (https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_greco-calabro ) (http://www.grecosuditalia.it/ ).


Attualmente è parlato solo in quella che viene chiamata area #grecanica o #Bovesia e precisamente a:


e difatti secondo l'atlante delle lingue in pericolo d'estinzione dell'#Unesco
(http://www.unesco.org/languages-atlas/index.php ) sotto la dicitura "griko (Calabria)" viene considerato "severely endangered": gravemente in pericolo.




Il sito del comitato della salvaguardia dei patrimoni linguistici o #CSPL ( http://patrimonilinguistici.it/grecanico-calabria/ ) dà una interessante approfondimento su questa lingua da cui attingiamo:
  • è una lingua SVO
  • perde come il greco moderno il numero duale tipico del greco antico, 
  • è caratterizzato da #betacismo (cioè la pronuncia della <β> come /v/)
Esiste un recente vocabolario dedicato a questo idioma di 770 pagine:
#Vocabolario Greco-Calabro-Italiano della #Bovesia di Ferdinando D'Andrea edito nel 2003 da #Iiriti Editore
disponibile sul sito dell'editore: http://www.iiritieditore.com/…/vocabolario-greco-calabro-i…/

 
Dal 1997 ogni agosto, nell'area grecanica si svolge il festival musicale #Paleariza (http://www.paleariza.it/ )



Esistono numerosi progetti culturali sulla Calabria greca tra cui cito:



Per finire una breve bibilografia sul grecanico:
  • Condemi F., Grammatica Grecanica, Coop. Contezza, Reggio Calabria, 1987
  • Karanastasis A., Γραμματική των Ελληνικών Ιδιωμάτων της Κάτω Ιταλίας, Accademia di Atene, Atene, 1997
  • Karanastasis A., Ιστορικόν λεξικόν των Ελληνικών Ιδιωμάτων της Κάτω Ιταλίας, Accademia di Atene, Atene, 1984-1992 (vol. 1-5)
  • Rohlfs G., Grammatica storica dei dialetti italogreci, Beck, Monaco, 1977 (trad. it. di Salvatore Sicuro, Congedo, Galatina, 2001)
  • Violi F., Grammatica sintassi e lessico della lingua grecocalabra, Iiriti, Reggio Calabria, 2005
  • Violi F., Vocabolario paradigmatico e fraseologico grecanico-italiano-grecanico, Apodiafazzi, Bova, 2007
http://www.iiritieditore.com/…/grammatica-e-sintassi-della…/

domenica 22 gennaio 2017

Rubrica Morfologia: la particella mu, mi, ma, u (parte 1)

#Morfologia; #Verbo

Modo #Infinito
#mu #mi #ma #u
... fra le espressioni sintattiche in cui si rispecchia il sostrato greco nella Calabria meridionale, è la totale assenza dell'infinito dopo i verbi che esprimono volontà o un'intenzione mentre l'infinito è comunemente adoperato dopo il verbo "potere".

Questa regola vale per tutta la Calabria Meridionale (senza alcuna eccezione) fino alla zona di #Tiriolo-#Catanzaro in netta opposizione alla Calabria settentrionale, dove l'uso dell'infinito non ha subito la minima dispersione.


La sostituzione dell'infinito avviene per mezzo della congiunzione "mu" (dal latino: modo) che in Provincia di #Reggio prende la forma di "mi" mentre a #Catanzaro si è trasformata in "ma".
Esempi:
  • vògghiu mu (mi, ma) dormu: voglio dormire
  • vinni mu (mi, ma) viju: son venuto per vedere

mentre con potere si dice:
  • non pozzu dormiri
  • putimu aspettari
Questo differenziato modo di dire (tipico #idiotismo del volgare #greco) corrisponde perfettamente alla maniera dei greci di #Bova: υèlo na ciumiυò: Voglio che io dorma

Fonte: Nuovo dizionario dialettale della Calabria di Gerhard Rohlfs, Longo Editore, Ravenna, 1977, p.13)
Su questo idiotismo sono stati condotti ulteriori studi che prenderemo in esame prossimamente...

sabato 21 gennaio 2017

Breve riflessione sui dialetti
In una lettera inviata al ministro austriaco per la Scienza e la Ricerca, una insegnante di scuola media superiore deplorava recentemente che alcuni docenti dell'Università di Studi Economici di vienna - professori e assistenti - usano servizi nella loro attività didattica, del dialetto anziché della lingua standard tedesca (hochdeutsch): un comportamento che, secondo l'autrice della lettera, non solo creerebbe serie difficoltà agli studenti stranieri presenti alle lezioni e ai seminari, ma che comprometterebbe addiritura il <<buon nome>> delle università austriache, condannandole <<al più basso provincialismo>>
Siamo in terra di lingua tedesca ed in questa lettera si accusa il dialetto di:
  1.  Circolazione circoscritta che esclude i forestieri
  2. Appartenente ai gruppi più modesti
  3. Non utile a fine accademici
  4. Non adeguato al registro di una comunicazione di tipo formale
Una questione non differente da quanto accade in Italia in cui vengono addotti in ordine motivi: geografici, sociologici, di dominio d'uso e di registro stilistico ma che possono essere facilmente smentiti quando si cita il veneziano di #CarloGoldoni, il napoletano di #EduardoDeFilippo e il milanese di #DarioFo.
Il dizionario della lingua italiana Fernando Palazzi e Gianfranco Folena definisce il dialetto come:
"sistema linguistico solitamente parlato in un'area spaziale ridotta, con produzione letteraria scritta e limitata, normalmente non utilizzata in ambito ufficiale o tecnico-scientifico."
Come si giudica il contenuto di questa lettera?
Purtroppo non si conosce nè cosa l'insegnante intenda per dialetto nè il contesto in cui questo dialetto venga usato.
Quello che è sicuramente importante è stabilire le modalità con cui il parlante se ne serve, di accertare se tali modalità sono appropriate alle singole situazioni comunicative e di verificare se l'effetto ottenuto sull'interlocutore corrisponde effettivamente alle intenzioni del produttore del messaggio.

Fonte:

Fondamenti di dialettologia italiana di C. Grassi A. A. Sobrero T. Telmon Editori Laterza 2007 pp. 3-31)


Tutto questo per introdurre il primo corso gratuito on line dell'Università Federico II di Napoli che partira a marzo (Portale Federica.eu) sulla dialettologia!!!


Dialettologia, La Federico II inaugura il primo corso on line 

sabato 7 gennaio 2017

I 13 punti AIS

Lo studio di una lingua o di un #dialetto passa attraverso diverse analisi e non manca quella geografica. Tra il 1928 ed il 1940 Karl Jaberg e Jakob Jud pubblicano: Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale o #AIS (titolo originale: Sprach und Sachatlas Italiens und der Südschweiz ) . " è una raccolta di carte geografiche dell'Italia e della Svizzera meridionale che presenta parole, concetti o frasi, nelle rispettive forme dialettali, evidenziando le differenze linguistiche tra le varie località.". Le ricerche per la regione #Calabria furono svolte dal solito #Rohlfs.
L'atlante indaga la regione solo nei seguenti 13 punti:



791 #SanPantaleone, frazione di #SanLorenzo (RC);
792 #Chorio, frazione di #RoccafortedelGreco(RC);
794 #Benestare (RC);
783 #Polistena (RC) ;
780 #Candidoni (RC);
772 #Centrache (CZ);
771 #Serrastretta (CZ);
761 #Mangone (CS);
765 #Melissa (KR);
760 #GuardiaPiemontese (CS);
762 #Acri (CS);
751 #Acquaformosa (CS);
752 #Saracena (CS);
Di seguito la carta geografica dell'AIS per le parole:

#Nonno



#Andiamo a scegliere



#Gufo, #Allocco


#Lasciar stare



#Schiena



Fonte: 
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Atlante_linguistico_ed_etnografico_dell'Italia_e_della_Svizzera_meridionale