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domenica 15 ottobre 2017

Betacismo (fonologia 2)



Rohlfs, nel suo Dizionario, tutte le parole che iniziano con B le inserisce insieme a quelle che inziano per V, e giustifica questa azione poichè la maggior parte delle parole che inziano per B hanno un equivalente in V e viceversa.

Es.
  • Barca Varca
  • Bucca Vucca
  • Brazzu Vrazzu




Il fenomeno sotteso a questa duplice grafia ma con lo stesso significato è dovuto al betacismo; un fenomeno fonologico:

designa l'uso del grafema <b> in luogo di <v> (o <u>), e in generale una intercambiabilità di tali lettere, rilevabile nella tarda latinità, in particolare durante il passaggio dal latino alle lingue romanze. Il fenomeno non è solo grafico ma è indice di una confusione tra due suoni che in latino classico erano ben distinti. (Wikipedia)

Treccani riporta:
Dal greco: bētakusmós, all’incirca «il parlare usando il suono corrispondente alla lettera beta»
è il processo fonetico in cui un suono fricativo labio-dentale sonoro /v/ o vocale alta posteriore /u/ muta nel suono occlusivo bilabiale sonoro [b]. Più in generale, in diacronia, si riscontra la diffusa intercambiabilità di tali suoni nel parlato, e di lettere nello scritto, già nella tarda latinità, spec. nel passaggio dal latino alle lingue romanze. La scrittura quindi è la prova che la confusione tra i due suoni, ben distinti in latino classico, è avvenuta su larga scala. Già nel I secolo d.C. le scritte di Pompei riportano, ad es., baliat al posto del latino classico valeat, o berus al posto del latino classico verus.

Calabria, Catanzaro [ˈviu] «vedo» ~ [ˈvivu] «bere»

Anche il Nuovo manualetto di linguistica di Maurizio Dardano menziona il betacismo come caratteristica dei dialetti meridionali(p.267)

 In alcuni dialetti si vede il fenomeno del betacismo nella coniugazione dei verbi che iniziano per "b" o per "v" quando accompagna da una negazione.
Ad esempio il verbo volere.

  • Voliri
  • Vogghjiu
  • On Bogghjiu

Ad oggi non ho consultato alcun dizionario dialettale in cui sia stata scelta questa impostazione; da un lato perchè è consolidata la tradizione di avere le due lettere ben distinte come in italiano e dall'altro un dizionario calabrese riferito ad un solo paese molto probabilmente utilizzerà solo una delle due versione della parola (es.: o bucca o vucca).

Fonti:
 Nuovo manualetto di linguistica di Maurizio Dardano
https://it.wikipedia.org/wiki/Betacismo
http://www.treccani.it/enciclopedia/betacismo_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29/

domenica 8 ottobre 2017

Metafonesi in Calabria (fonologia 3)

Che cos'è la metafonesi?

La parola composta deriva dal greco meta- e un deriv. del gr. phōn ‘voce’, per calco del ted. umlaut.

E' un fenomeno fonetico presente in Italia soprattutto nei dialetti centrali e meridonali e quindi anche in quelli calabresi.

Consiste nel cambiamento di timbro di una vocale tonica (vocale in cui cade l'accento della parola) per l'influenza della vocale dell'ultima sillaba della parola.

La metafonesi, in origine fenomeno esclusivamente fonetico ora diventa anche un fenomeno morfologico e permette di distinguere il singolare dal plurale ed il femminile dal maschile.

Fisicamente consiste in un innalzamento della posizione della lingua ma può avvenire anche per dittongazione (la creazione di un dittongo: due vocali vicine).

Es.:

Calabrese settentrionale:

Grosso

  • Maschile singolare:    gruossu
  • Maschile plurale:       gruossi
  • Femminile singolare: grossa
  • Femminile plurale:     grosse
Le vocali finali  -u e -i al maschile creano il dittongo -uo assente al femminile.

Calabrese meridionale:

Bello

  • Maschile singolare:    biedu
  • Maschile plurale:       biedi
  • Femminile singolare: beda
  • Femminile plurale:     bede
Le vocali finali  -u e -i al maschile creano il dittongo -ie assente al femminile.


Gli esempi mettono in evidenza l'effetto metafonetico delle vocali -i e -u finali che dittongano (ovvero la presenza di due vocali vicini percepita come un singolo fonema).
le vocali aperte  /ɛ / ed /ɔ/ (corrispondenti graficamente a E ed O) .

 La Metafonesi calabrese per Rohlfs


Nel volume di Fonetica della Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti Gerhard Rohlfs  discute della questione associando il fenomeno della metafonia con la dittongazione e considerandoli come un unico fenomeno di armonizzazione tra le vocali toniche 'e' e  'u' con le vocali finali 'i' e 'u' molto chiuse.

Nei dialetti calabresi si conserva la ĕ (e breve) come nel singolare di "piede" pĕde, mentre il plurale  pĕdi in alcuni paesi rimane "pedi" in altri "piedi".

Gli ultimi studi 

Luciano Romito, Vincenzo Galatà, Rosita Lio e Francesca Stillo del Dipartimento di Linguistica – dell' Università della Calabria hanno iniziato un lavoro di mappatura della metafonia in Calabria cominciando dall'area Lausberg (area arcaica calabro-lucana), nell'indagine hanno consultato atlanti dialettali, altri studi linguistici e materiale audio. Hanno verificato inoltre se la metafonia sia avvenuta per innalzamento o per dittongazione; in quest’ultimo caso se è una dittongazione ascendente o discendente.

  I paesi che mostrano metafonia per dittongamento sono certamente quelli più numerosi:
Aieta, Tortora, Laino Borgo, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao, Scalea, Verbicaro,
Grisolia, San Donato di Ninea.

  I paesi che mostrano metafonia per innalzamento o monottongamento sono: Orsomarso,
Santa Maria del Cedro, Maierà, Diamante, Montegiordano, Amendolara, Villapiana,
Oriolo, Trebisacce

 Riguardo il confronto con la letteratura dialettale per Amendolara il Rensch (1964:18-19) riporta la
contemporanea presenza sia di forme dittongate come [ie] [ou] che di forme monottongate
come [i:] e [u:].

Tale compresenza da noi è stata rilevata invece nei paesi di Papasidero e Buonvicino.
Nel caso di Papasidero, si può notare una metafonia ‘mista’: un dittongamento per le vocali
posteriori, ed un innalzamento o monottongamento ad /i/ per le vocali anteriori forse per le
influenze esercitate dai paesi limitrofi come per esempio Orsomarso e Mormanno (che
presentano metafonia per innalzamento). Sempre riguardo al confronto con la letteratura passata dobbiamo rilevare che per Papasidero in ALI viene attestata solo una forma di metafonia per innalzamento come mostrano le forme [‘bbuno], [ukkje] e [Birmeə].

Buonvicino, che non fa parte dell’area Lausberg, risente anch’esso delle forti influenze
provenienti soprattutto dal paese limitrofo Diamante. Oltre alla metafonia per
dittongamento, in questo paese abbiamo rilevato parole che hanno perso il secondo
elemento del dittongo: PĔRDO, IS > [»pierdu]; MORTUUS, A, UM > [»mu´rtu]; VĔNIO,
IS > [»vi˘¯u].

Conclusioni
Per i paesi di Papasidero, Orsomarso, S. Maria del Cedro, Maierà, Buonvicino, Diamante,
Trebisacce va infatti osservata la differenza di durata della vocale in sillaba aperta e in
sillaba chiusa.
Nei paesi in questione, nella parola [»li˘ttu], per esempio, che un tempo doveva essere [»liet˘u], è caduto il secondo segmento del dittongo /e/, ma la vocale rimasta ha mantenuto intatta la durata originaria del dittongo palesando così un fenomeno riconducibile piuttosto al monottongamento che al semplice innalzamento, favorito da certe condizioni prosodiche come la sillaba chiusa.





Fonti:
  • Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti di Gerhard Rohlfs (p.13-14)
  • Nuovo Manualetto di linguistica italiana di Maurizio Dardano (p.260-265)
  • La metafonia nei dialetti dell’area Lausberg: un’introspezione sulla natura della sillaba di Luciano Romito, Vincenzo Galatà, Rosita Lio e Francesca Stillo
  • Garzanti linguistica: http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=metafonesi

 

sabato 23 settembre 2017

Le cacuminali (fonologia 1)

#fonologia
Cosa sono le cacuminali? Dette anche retroflesse o invertite o cerebrali.
Come dice l'enciclopedia Treccani ( Cacuminale Treccani ), le consonanti cacuminali sono quelle consonanti che vengono create quando la punta della lingua entra a contatto col palato duro. Le consonanti generate sono:
  • ,
  •  h,  
  • ,  
  • h,
  •  ,
  •  
  •  dd 

A noi interessa in particolare l'ultima cacuminale, perchè le precedenti sono presenti solo nel sanscrito mentre l'ultima nel siciliano, nel salentinom, nel sardo e nel calabrese.

Dall'immagine in alto  vediamo 6 esempi che confrontano l'evoluzione morfologica delle parole dal latino all'italiano (ramo di destra) e dal latino ai dialetti centro-meridionali (ramo di sinistra).

Le consonanti cacuminali sono rappresentate nella figura 6.

la doppia "d" si evolve da una doppia "l" latina.

Esempi:
Bambinello-> Bambineddu
Bellum->Beddu
Caballus-> Cabaddu
Stella -> Stidda

La regola non vale per tutti i dialetti calabresi e neanche per tutte le parole di un dialetto.

A Pazzano (RC) si dice "Biedu" anzichè "Beddu", "Stida" anzichè "Stidda" ma si dice "caddu" per "Caldo"
A Guardavalle (VV) invece la cacuminale è completamente assente: Bello-> Bellu


Fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/cacuminale/
Fonte: Nuovo Manualetto di linguistica di Maurizio Dardano, edito da Zanichelli, ristampa dell 2012  San Lazzaro di Savena (Bologna) p.265-266




domenica 7 maggio 2017

Punti d'indagine ALI


L'Atlante linguistico italiano (ALI) cominciato a scrivere nel 1923 e di cui i primi 4 volumi sono usciti solo tra il 1995 ed il 1999 ha come punti di indagine lessicale per la Calabria 46 punti, rispetto ai soli 13 punti dell'Atlante Linguistico Italo-Svizzero (AIS) già trattato da noi il 7 gennaio di quest'anno.
Qui sotto un'immagine tratta dal Dizionario della Calabria Meridionale di Giuseppe Antonio Martino ed Ettore Alvaro (Qualecultura Edizioni 2010) in cui vengono mostrati punti ALI della Calabria Ultra (Calabria meridionale e centrale ).
Nell'immagine vengono anche identificate 3 linee isoglosse (linee immaginarie con la quale, mediante un’ipotesi metodologica, si uniscono i punti estremi di un’area geografica caratterizzata dalla presenza di uno stesso fenomeno linguistico):
  • Linea 28: Limite meridionale dell'assimilazione di MB>MM e ND>NN
  • Linea 29: Confine Nord dell'area senza passato prossimo
  • Linea 30: Limite nord della mancanza dell'infinito




L'autore del dizionario fa notare che nonostante i punti di indagine siano aumentati servirebbe sicuramente uno studio e quindi un Atlante Linguistico ed etnografico della Calabria che comprenda tutti i 409 comuni della regione.

I punti dell'ALI suddivisi per provincia sono:

Provincia di Reggio Calabria:

  • Ardore
  • Bova
  • brancaleone
  • Cittanova
  • Giffone
  • Gioiosa Jonica
  • Melito Porto Salvo
  • Monasterace
  • Oppido Mamertina
  • Piminoro
  • Reggio Calabria
  • San Ferdinando di Rosarno
  • Scilla

Provincia dI Catanzaro:
  • Argusto
  • Badolato
  • Catanzaro
  • Chiaravalle Centrale
  • Falerna
  • Girifalco


Provincia di Vibo Valentia:
  • Petronà 
  • Ricadi
  • San Domenico di Ricadi
  • Vibo Valentia
  • Dasà

Provincia di Cosenza:

  • Altomonte
  • Amendolara
  • Bisignano
  • Castrovillari
  • Cetraro
  • Colosimi
  • Corigliano Calabro 
  • Cosenza
  • Crosìa
  • Diamante
  • Falconara albanese
  • Fiume Freddo Bruzio
  • Guardia Piemontese
  • Lappano
  • Longobucco
  • Papasidero
  • San Lorenzo Bellizzi
  • Spezzano Albanese

Provincia di Crotone:

  • Crucoli
  • Isola di Capo Rizzuto
  • Rocca di Neto
  • San Nicola dell'Alto
  • Savelli


Fonte:
  • ALI            http://www.atlantelinguistico.it/atlante/IndiceLocalita_Calabria.html
  • G: Tisato - NavigAIS http://www3.pd.istc.cnr.it/navigais-web 
  • Treccani.it http://www.treccani.it/enciclopedia/isoglossa_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29/