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sabato 13 gennaio 2018

Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti: Morfologia

Il secondo volume della Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti di Gerhard Rohlfs pubblicato in tedesco tra 1949 ed il 1954 è dedicato alla Morfologia.



Cos'è la Morfologia

La Treccani dice:

" Studio della flessione, della composizione e derivazione delle parole, della determinazione delle categorie grammaticali e degli elementi formativi, desinenze, affissi e alternanze qualitative. La grammatica tradizionale, fino a tutto il 18° sec., limitava la m. all’individuazione di una forma base (per es., il casus rectus nella declinazione), e quindi delle trasformazioni che questa forma fondamentale, non ulteriormente analizzata, subisce nella flessione o nella derivazione (per es., in lat., lupus «lupo», nom. sing., è il casus rectus, o forma base: tutti gli altri casi, sono deviazioni o trasformazioni, cioè casus obliqui).

La linguistica comparata, dal 19° sec., ha inteso invece la m. come ricerca, in ogni parola, degli elementi formativi, affissi e desinenze, aggiunti alla parte radicale, e come studio della loro natura e funzione (così lupus è analizzato nella radice lup-, nel suffisso tematico u, comune a tutti i nomi della seconda declinazione, e nella desinenza -s, caratteristica del nominativo singolare). Alcune scuole linguistiche moderne comprendono nella m. lo studio dei rapporti sintattici e del valore semantico delle parole. La morfofonologia è il settore della linguistica strutturale che studia insieme le strutture fonologiche e i componenti morfologici delle parole di una lingua, soprattutto nelle loro reciproche influenze, e in particolare l’utilizzazione dei fonemi a scopi morfologici. La morfosintassi è lo studio sistematico delle regole che presiedono alla formazione di un enunciato linguistico (parole, sintagmi, frasi) mediante la combinazione di morfemi."
Il volume si divide in tre parti:
  1. Il nome
  2. Il pronome
  3. Il verbo
L'Edizione italiana è stata pubblica nel 1968 da Giulio Einaudi Editore e nella prefazione lo stesso Gerhard Rohlfs dichiara di aver riveduto l'opera per intero a seguito di altri 20 anni di studi trascorsi e "non vi è paragrafo, non vi è pagina che non abbia subito qualche ritocco".
Sempre nella prefazione ringrazia il traduttore Temistocle Franceschi per le sue conoscenze nonché come raccoglitore per il nuovo Atlante Linguistico Italiano.

Verbo: congiuntivo imperfetto nei dialetti meridionali:

L' -a  della prima persona singolare  (avissa, fussa , jissa)  che si trova nella Calabria settentrionale (Morano) è dovuto all'influsso del condizionale avèra (habueram), fòra, jèra.


Pronome: forme soggettive enclitiche in Toscana e nel meridione:
L'uso del pronome enclitico resta dunque nell'Italia meridionale essenzialmente circoscritto alle seconde persone di alcuni tempi, il che si deve al fatto che  in tali tempi appunto le seconde persone erano venute attraverso lo sviluppo fonetico, a coincidere completamente o quasi. Il pronome funge qui  dunque da contrassegno distintivo.




I capitoli in dettaglio:

Il nome
  • I casi
  • Le declinazioni
  • Formazione del plurale
  • Il genere
  • L'aggettivo
  • La comparazione
Il pronome
  • Articolo determinativo e indeterminativo
  • il partitivo 
  • il pronome possessivo
  • il pronome personale
  • il pronome riflessivo
  • il pronome relativo
  • il pronome interrogativo
  • il pronome dimostrativo
  • pronomi indefiniti

Il verbo

  • Generalità
  • Ampliamento del tema
  • L'indicativo presente
  • Casi particolari
  • L'indicativo imperfetto
  • Il congiuntivo presente
  • Il congiuntivo imperfetto
  • Il passato remoto
  • Il futuro
  • Il condizionale
  • L'imperativo
  • L'infinito
  • Gerundio e participio presente
  • Il participio passato


domenica 15 ottobre 2017

Betacismo (fonologia 2)



Rohlfs, nel suo Dizionario, tutte le parole che iniziano con B le inserisce insieme a quelle che inziano per V, e giustifica questa azione poichè la maggior parte delle parole che inziano per B hanno un equivalente in V e viceversa.

Es.
  • Barca Varca
  • Bucca Vucca
  • Brazzu Vrazzu




Il fenomeno sotteso a questa duplice grafia ma con lo stesso significato è dovuto al betacismo; un fenomeno fonologico:

designa l'uso del grafema <b> in luogo di <v> (o <u>), e in generale una intercambiabilità di tali lettere, rilevabile nella tarda latinità, in particolare durante il passaggio dal latino alle lingue romanze. Il fenomeno non è solo grafico ma è indice di una confusione tra due suoni che in latino classico erano ben distinti. (Wikipedia)

Treccani riporta:
Dal greco: bētakusmós, all’incirca «il parlare usando il suono corrispondente alla lettera beta»
è il processo fonetico in cui un suono fricativo labio-dentale sonoro /v/ o vocale alta posteriore /u/ muta nel suono occlusivo bilabiale sonoro [b]. Più in generale, in diacronia, si riscontra la diffusa intercambiabilità di tali suoni nel parlato, e di lettere nello scritto, già nella tarda latinità, spec. nel passaggio dal latino alle lingue romanze. La scrittura quindi è la prova che la confusione tra i due suoni, ben distinti in latino classico, è avvenuta su larga scala. Già nel I secolo d.C. le scritte di Pompei riportano, ad es., baliat al posto del latino classico valeat, o berus al posto del latino classico verus.

Calabria, Catanzaro [ˈviu] «vedo» ~ [ˈvivu] «bere»

Anche il Nuovo manualetto di linguistica di Maurizio Dardano menziona il betacismo come caratteristica dei dialetti meridionali(p.267)

 In alcuni dialetti si vede il fenomeno del betacismo nella coniugazione dei verbi che iniziano per "b" o per "v" quando accompagna da una negazione.
Ad esempio il verbo volere.

  • Voliri
  • Vogghjiu
  • On Bogghjiu

Ad oggi non ho consultato alcun dizionario dialettale in cui sia stata scelta questa impostazione; da un lato perchè è consolidata la tradizione di avere le due lettere ben distinte come in italiano e dall'altro un dizionario calabrese riferito ad un solo paese molto probabilmente utilizzerà solo una delle due versione della parola (es.: o bucca o vucca).

Fonti:
 Nuovo manualetto di linguistica di Maurizio Dardano
https://it.wikipedia.org/wiki/Betacismo
http://www.treccani.it/enciclopedia/betacismo_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29/