martedì 7 febbraio 2017

Rubrica etimologia di paese: Roghudi

Roghudi, in #grecanico Riḣuδdi.
dal greco antico: ῥηχώδης "aspro", "ruvido"
- Sec. XVI Ricude (Girolamo Marafioti, Croniche ed antichità di Calabria, Padova 1601)
- sec. XVII (Carta geografica) Ricudi,
- Mottarichudi (Domenico Minuto Ricordi Basiliani tra Reggio e Locri in: Studi per il 150° anno scolastico del Liceo Ginnasio "T. Campanella" di Reggio Calabria, Reggio 1964, articolo pubblicato nel giornale "Brutium" 1972, no. 2 pp. 5-11)
- anno 1730 Rughudi (Franco Mosino, Notizie del Settecento calabrese, nella rivista: "Historica", volume 23 e 24, Reggio
- Calabria 1970-1971 - Toponimi e cognomi tratti dalle carte notarili custodite nell'Archivio di Stato di Reggio.)

Gerhard Rohlfs, Dizionario toponomastico e onomastico della Calabria, Longo Editore, Ravenna, 3° ristampa 1990, p.277





#Roghudi #etimologia #GerhardRohlfs

domenica 5 febbraio 2017

Guardiolo (parte 2)

Ho trovato uno speciale di "#telediamante" sulla minoranza linguistica di Guardia Piemontese, e ne approfitto per un ulteriore approfondimento:

La prima testimonianza della lingua di Guardia Piemontese arriva da una lista di 34 parole del Morelli nel 1859, successivamente lo studio etnografico di Vegezzi-Ruscalla 1862 mette a confronto il vernacolo d'Angrogna in Piemonte con il guardiolo attraverso parole e la parabola del figliol prodigo.
La prima descrizione del #Guardiolo si ha nel 1890 con:"Dialetto di Guardia Piemontese in #Calabria #Citeriore" di Morosi.
Dopo oltre 50 anni, ed esattamente nel 1956, e poi nel 1968 e nel 1969 entra nello studio anche il nostro Gerhard Rohlfs che individua oltre che nel comune di Guardia Piemontese anche a #Laino, #Mormanno e #Morano affinità col #provenzale (oggi: #occitano)
Nel 1957 Grassi fa ulteriori ricerche per contro dell'Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale (AIS) mentre Genre tra il 1986 ed il 1992 per l'Atlante linguistico italiano (ALI).
Recentemente anche Formica e Kunert contribuiscono con loro articoli tra il 1993 ed il 2006 per il Dipartimento di Linguistica dell’Università della Calabria.
Parlangéli poi nel 2010 delineerà la fonetica di questa lingua ed infine Irene Michali dell'Università di Firenze si interesserà dell'argomento pubblicando degli articoli di cui l'ultimo, l'anno scorso, nel 2016.

Sul piano morfosintattico il guardiolo conserva ancora "ricordi" della sua origine occitana:
1)annar + infinito
2)la negazione 'pa'
3) pronome personale di prima persona singolare Io mantiene il provenzale [ˈmy], dal latino me anzichè il calabrese eu, yeu, io, iu...
come anche per la sua fonetica:
1) la palatalizzazione della 'u',
2) le vocali finali pronunciate con ə nei sostantivi
...
per quanto riguarda il lessico invece c'è stata una fortissima influenza del dialetto calabrese e dell'italiano che progressivamente ha sostituito e sostituisce le parole di origine occitana.
1)Soldi, turnì->soldë
2)Vescovo, bonsënhourë->Vescoevë
3)Finire, Iorarë->finirë
...
Fine primo episodio







Fonte:
L’occitano di Guardia Piemontese tra conservazione, innovazione e mutamento:analisi di un corpus,
Quaderni di Linguistica e Studi Orientali / Working Papers in Linguistics and Oriental Studies, n. 2 (2016), pp. 175-207
DOI: http://dx.doi.org/10.13128/QULSO-2421-7220-18753

sabato 4 febbraio 2017

Occitano

L'Occitano o lingua d'Oc (una volta anche detto francoprovenzale meridionale) è una lingua della Francia meridionale che si forma nella regione francese dell'#Acquitania nell' XI secolo. Fa parte delle lingua galloromanze e fu resa celebre dalla poesia trobadorica medievale. Oggi è parlata da circa 2 milioni di persone.

Tra il XII ed il XII secolo arrivano in #Calabria (in particolare nei paesi di Guardia e San Sisto) membri della Chiesa evangelica valdese scomunicata nel 1184, tra cui molti di origine piemontese, dalla Val d’Angrogna e dalla Val Pragelato (in provincia di Torino).portando con sè la loro lingua.
Dal 1532 aderiscono alla riforma protestante e aderiscono alla confessione di matrice calvinista e papa Pio V deliberò che venisserò eliminati sia in Piemonte che in Calabria. I pochi superstiti si convertirono.

Col passare dei secoli, nell'attuale comune di Guardia Piemontese (ex Guardia Lombarda, ex Guardia dei Valdi, ex Guardia Fiscalda ) in provincia di #Cosenza si sviluppo la variante dialettale occitanica del Guardiolo ad oggi parlata da solo 340 persone e che l'#UNESCO classifica come "seriamente in pericolo"

Con le poche risorse a disposizione nella scuola elementare di Guardia Piemontese il guardiolo viene insegnato avvalendosi delle legge 482 del 15 dicembre 1999 (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/…/istruzione/lingue-d…)
sulle minoranze linguistiche (https://www.youtube.com/watch?v=rp8jph_ZfXs )
e l'associazone “Gàrdia d’Oc” nata il 19 settembre 2010 lavora per far rimanere viva la lingua e la cultura di questa enclave (http://cinuria.it/2014/06/la-gardia-doc-e-loccitano/ )


Entrando nell'analisi linguistica del guardiolo si individuano:
  1.  Persistenza dell’obbligo di ripetizione dei pronomi clitici soggetto, anche dopo un soggetto nominale e dopo un pronome tonico
  2. Mantenimento dell’antica forma guardiola (aggettivo+sostantivo) in luogo della posposizione dell’aggettivo possessivo al sostantivo, forma che caratterizza la varietà dialettale calabrese ma anche i dialetti meridionali
  3. Persistenza della negazione postverbale "pas" al fine di verificare la presenza o la scomparsa dell’antica forma guardiola in cui la negazione si ottiene attraverso un circonfisso (ne + verbo + pas)
  4. Mantenimento dell’originario pronome personale di prima persona o cedimento alla varietà calabrese che usa il caso nominativo (lat. ego; calabrese jèu, èu
  5. Formazione del passato remoto attraverso il costrutto perifrastico del tipo annar + infinito.
La varietà alloglotta di Guardia Piemontese: analisi morfosintattica di un corpus,Irene Micali, Università di Firenze


Altre informazioni:





Fonti:
http://www.chambradoc.it/…/occitaniInCalabriaGuardiaPiemont…
http://www.minoranze-linguistiche-scuola.it/occitano/
http://www.comune.guardiapiemontese.cs.it/?page_id=166
#occitano #doc #Guardiapiemontese #Guardia #gardia
https://www.youtube.com/watch?v=QSRY9GIMTzI

domenica 29 gennaio 2017

Grecanico



Il #Grecanico o dialetto greco-calabro è una lingua parlata nella provincia di Reggio Calabria. È chiamato localmente greco di Calabria, ed è formalmente una lingua minoritaria appartenente alla minoranza linguistica greca d'Italia insieme alla Grecìa Salentina (#griko), esordisce Wikipedia italia. (https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_greco-calabro ) (http://www.grecosuditalia.it/ ).


Attualmente è parlato solo in quella che viene chiamata area #grecanica o #Bovesia e precisamente a:


e difatti secondo l'atlante delle lingue in pericolo d'estinzione dell'#Unesco
(http://www.unesco.org/languages-atlas/index.php ) sotto la dicitura "griko (Calabria)" viene considerato "severely endangered": gravemente in pericolo.




Il sito del comitato della salvaguardia dei patrimoni linguistici o #CSPL ( http://patrimonilinguistici.it/grecanico-calabria/ ) dà una interessante approfondimento su questa lingua da cui attingiamo:
  • è una lingua SVO
  • perde come il greco moderno il numero duale tipico del greco antico, 
  • è caratterizzato da #betacismo (cioè la pronuncia della <β> come /v/)
Esiste un recente vocabolario dedicato a questo idioma di 770 pagine:
#Vocabolario Greco-Calabro-Italiano della #Bovesia di Ferdinando D'Andrea edito nel 2003 da #Iiriti Editore
disponibile sul sito dell'editore: http://www.iiritieditore.com/…/vocabolario-greco-calabro-i…/

 
Dal 1997 ogni agosto, nell'area grecanica si svolge il festival musicale #Paleariza (http://www.paleariza.it/ )



Esistono numerosi progetti culturali sulla Calabria greca tra cui cito:



Per finire una breve bibilografia sul grecanico:
  • Condemi F., Grammatica Grecanica, Coop. Contezza, Reggio Calabria, 1987
  • Karanastasis A., Γραμματική των Ελληνικών Ιδιωμάτων της Κάτω Ιταλίας, Accademia di Atene, Atene, 1997
  • Karanastasis A., Ιστορικόν λεξικόν των Ελληνικών Ιδιωμάτων της Κάτω Ιταλίας, Accademia di Atene, Atene, 1984-1992 (vol. 1-5)
  • Rohlfs G., Grammatica storica dei dialetti italogreci, Beck, Monaco, 1977 (trad. it. di Salvatore Sicuro, Congedo, Galatina, 2001)
  • Violi F., Grammatica sintassi e lessico della lingua grecocalabra, Iiriti, Reggio Calabria, 2005
  • Violi F., Vocabolario paradigmatico e fraseologico grecanico-italiano-grecanico, Apodiafazzi, Bova, 2007
http://www.iiritieditore.com/…/grammatica-e-sintassi-della…/

domenica 22 gennaio 2017

Rubrica Morfologia: la particella mu, mi, ma, u (parte 1)

#Morfologia; #Verbo

Modo #Infinito
#mu #mi #ma #u
... fra le espressioni sintattiche in cui si rispecchia il sostrato greco nella Calabria meridionale, è la totale assenza dell'infinito dopo i verbi che esprimono volontà o un'intenzione mentre l'infinito è comunemente adoperato dopo il verbo "potere".

Questa regola vale per tutta la Calabria Meridionale (senza alcuna eccezione) fino alla zona di #Tiriolo-#Catanzaro in netta opposizione alla Calabria settentrionale, dove l'uso dell'infinito non ha subito la minima dispersione.


La sostituzione dell'infinito avviene per mezzo della congiunzione "mu" (dal latino: modo) che in Provincia di #Reggio prende la forma di "mi" mentre a #Catanzaro si è trasformata in "ma".
Esempi:
  • vògghiu mu (mi, ma) dormu: voglio dormire
  • vinni mu (mi, ma) viju: son venuto per vedere

mentre con potere si dice:
  • non pozzu dormiri
  • putimu aspettari
Questo differenziato modo di dire (tipico #idiotismo del volgare #greco) corrisponde perfettamente alla maniera dei greci di #Bova: υèlo na ciumiυò: Voglio che io dorma

Fonte: Nuovo dizionario dialettale della Calabria di Gerhard Rohlfs, Longo Editore, Ravenna, 1977, p.13)
Su questo idiotismo sono stati condotti ulteriori studi che prenderemo in esame prossimamente...

sabato 21 gennaio 2017

Breve riflessione sui dialetti
In una lettera inviata al ministro austriaco per la Scienza e la Ricerca, una insegnante di scuola media superiore deplorava recentemente che alcuni docenti dell'Università di Studi Economici di vienna - professori e assistenti - usano servizi nella loro attività didattica, del dialetto anziché della lingua standard tedesca (hochdeutsch): un comportamento che, secondo l'autrice della lettera, non solo creerebbe serie difficoltà agli studenti stranieri presenti alle lezioni e ai seminari, ma che comprometterebbe addiritura il <<buon nome>> delle università austriache, condannandole <<al più basso provincialismo>>
Siamo in terra di lingua tedesca ed in questa lettera si accusa il dialetto di:
  1.  Circolazione circoscritta che esclude i forestieri
  2. Appartenente ai gruppi più modesti
  3. Non utile a fine accademici
  4. Non adeguato al registro di una comunicazione di tipo formale
Una questione non differente da quanto accade in Italia in cui vengono addotti in ordine motivi: geografici, sociologici, di dominio d'uso e di registro stilistico ma che possono essere facilmente smentiti quando si cita il veneziano di #CarloGoldoni, il napoletano di #EduardoDeFilippo e il milanese di #DarioFo.
Il dizionario della lingua italiana Fernando Palazzi e Gianfranco Folena definisce il dialetto come:
"sistema linguistico solitamente parlato in un'area spaziale ridotta, con produzione letteraria scritta e limitata, normalmente non utilizzata in ambito ufficiale o tecnico-scientifico."
Come si giudica il contenuto di questa lettera?
Purtroppo non si conosce nè cosa l'insegnante intenda per dialetto nè il contesto in cui questo dialetto venga usato.
Quello che è sicuramente importante è stabilire le modalità con cui il parlante se ne serve, di accertare se tali modalità sono appropriate alle singole situazioni comunicative e di verificare se l'effetto ottenuto sull'interlocutore corrisponde effettivamente alle intenzioni del produttore del messaggio.

Fonte:

Fondamenti di dialettologia italiana di C. Grassi A. A. Sobrero T. Telmon Editori Laterza 2007 pp. 3-31)


Tutto questo per introdurre il primo corso gratuito on line dell'Università Federico II di Napoli che partira a marzo (Portale Federica.eu) sulla dialettologia!!!


Dialettologia, La Federico II inaugura il primo corso on line 

sabato 7 gennaio 2017

I 13 punti AIS

Lo studio di una lingua o di un #dialetto passa attraverso diverse analisi e non manca quella geografica. Tra il 1928 ed il 1940 Karl Jaberg e Jakob Jud pubblicano: Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale o #AIS (titolo originale: Sprach und Sachatlas Italiens und der Südschweiz ) . " è una raccolta di carte geografiche dell'Italia e della Svizzera meridionale che presenta parole, concetti o frasi, nelle rispettive forme dialettali, evidenziando le differenze linguistiche tra le varie località.". Le ricerche per la regione #Calabria furono svolte dal solito #Rohlfs.
L'atlante indaga la regione solo nei seguenti 13 punti:



791 #SanPantaleone, frazione di #SanLorenzo (RC);
792 #Chorio, frazione di #RoccafortedelGreco(RC);
794 #Benestare (RC);
783 #Polistena (RC) ;
780 #Candidoni (RC);
772 #Centrache (CZ);
771 #Serrastretta (CZ);
761 #Mangone (CS);
765 #Melissa (KR);
760 #GuardiaPiemontese (CS);
762 #Acri (CS);
751 #Acquaformosa (CS);
752 #Saracena (CS);
Di seguito la carta geografica dell'AIS per le parole:

#Nonno



#Andiamo a scegliere



#Gufo, #Allocco


#Lasciar stare



#Schiena



Fonte: 
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Atlante_linguistico_ed_etnografico_dell'Italia_e_della_Svizzera_meridionale