sabato 19 ottobre 2019

Ethnologue e lingue in Calabria




Ethnologue Languages of The World (lingue dal Mondo) è una pubblicazione cartacea e digitale pubblicata dall'associazione cristiana evangelica Summer Institute of Linguistics International che elenca e descrive tutte lingue del mondo minoritarie o meno conosciute con lo scopo di diffondere la Bibbia.
Nella sua XX e terzultima edizione del 2017 sono state registrate 7099 lingue viventi in tutto il mondo.



Per quanto riguarda la Calabria che è ovviamente dominata dalla presenza della lingua italiana Ethnologue annovera ben altre 5 lingue ormai chi più chi meno in via d'estinzione e che abbiamo trattato in questo blog.
 
Ecco cosa si dice a riguardo:

Albanese, Arbëreshë, 100.000 (Salminen 2007), popolazione etnica: 260.000 (Stephens 1976), regione Calabria: province di Catanzaro e Reggio di Calabria; ...  Status 6b (minacciata) Classe: indoeuropea, albanese, tosk. Un membo della macrolingua albanese (sql), Dialetti: siciliano, albanese, calabrese-albanese..., Parlanti di 4 dialetti italiani mutualmente intellegibili, SImilarità lessicale: 45% col Tosk albanese (als) Uso: Posizione forte in certi distretti. Insegnato in alcune scuole. Nessuno status ufficiale. Casa. In alcuni luoghi ci possono essere bambini che imparano la lingua ma molti si fermano ad usarla in età scoalre. Usano che l'italiano (ita) e le varietà regionali di italiano. Scrittura: alfabeto greco non più in uso, alfabeto latino.



Greco, 20.000 (Vincent 1987), Regione Calabria: a est di Reggio. Dialetti: Salento (Griko), Aspromonte. Uso:Il dialetto calabrese è usato attivamente solamente a Galliciano ma i parlanti giovani sono di oltre 30 ani (Salminen 2007) Per lo più ci sono adulti anziani.


Napoletano-Calabrese, (nap) 5.700.000 parlanti (2002) Regioni: Campania e Calabria. Status: 5 (in sviluppo). Classe: Indoeuropea, italica, romanza, italo-occidentale, italodalmaziana. Dialetti: napoletano (napoletano, tirrenico), Calarbese settentrionale-lucano. Limitata intellegibilità rispetto all'italiano standard (ita),



Occitano (oci)  (provenzale) 100.000 (1990 Blanchet), Regione Piemonte, Liguria, Calabria: Guardia Piemontese Status 6b (minacciata). Dialetto: provenzale. Uso: tutte le età, usato anche l'italiano.


Siciliano (scn), calabro-siciliano, siciliano, siculo. 4.700.000 (2002) Regione Sicilia e isole. Status 5 (in Sviluppo) Classe: indoeuropea, italica, romanza, italo-occidentale, italo-dalmaziana. Dialetti: Siciliano occidentale, metafonetica centrale, Metafonetica sudorientale, nonmetafonetica orientale, messinese, isole Eolie, Pantesco, calabro meridionale.
Abbastanza distinto dall'italiano standard (ita) da essere considerato una lingua separata. Il dialetto pugliese e il calabrese meridioanle sono riportati come dialetti del siciliano. Uso: vigoroso. Viene usato anche l'italiano (ita).







martedì 8 ottobre 2019


Vocabolario calabro
Laboratorio del Vocabolario Etimologico Calabrese - Volume I A-E


Finalmente sul tavolo il primo volume del Vocabolario calabro curato da John Bassett Trumper di Edizioni dell'Orso.
Il primo volume si occupa di tutte le parole che vanno dalla lettera A alla lettera E.
Per chi conosce già dal nostro blog o ha acquistato il volume F-O pubblicato  nel 2017 sa già che questo vocabolario non mira ad inserire il maggior numero di parole calabresi a cui attribuire un significato. E' invece un grande lavoro su un numero minore di parole, quelle indicate nel vocabolario originale di Vincenzo Padula e sulla base di esse e sulla base delle numerose considerazioni del Padula stesso ma insieme a tutto il percorso scientifico e linguistico che è trascorso da allora ad oggi dare nuova luce a queste parole confrontandosi anche con i dizionari che si sono susseguiti creando un percorso per il lettore non sempre conclusivo ma ricco di informazioni, Non è un'opera di consultazione veloce ma un'opera di studio e approfondimento per andare a fondo delle parole da vedere come punto di arrivo di un loro percorso, di un percorso portato avanti da uomini del passato fino ad oggi.



Di spessore è quasi identico al suo precedente del 2017, con 577 pagine contro 580 pagine.


L'indice però già rivela tutta quella parte introduttiva che di solito un dizionario ha; e un secondo volume non poteva avere:

  • Vincenzo Padula il lessico del dialetto acrese e il vocabolario etimologico calabrese
  • Vincenzo Padula: appunti grammaticali
  • Il Vocabolario Etimologico Calabrese:la struttura delle voci




Si parte poi con una corposa premessa sul perchè dell'opera. Di una risistemazione del lavoro fatto dal'ottocentesco Vincenzo Padula sul calabrese basato comunque sulla sua terra d'origine Acri in provincia di Cosenza.


Il comitato di redazione dell'opera è:

  • Giovanni Belluscio
  • Cinzia Citraro
  • Michele Cosentino
  • Leonardo Di Vasto
  • Marta Maddalon
  • Antonio Mendicino
  • Nadia Prantera


Si passa con un excursus su chi era Vincenzo Padula:





Nell'ultimo capitolo prima del dizionario vero e proprio si passa brevemente in rassegna il manoscritto creato da Padula più di cento anni fa. Le parole menzionate che vanno da A ad E coprono uno spazio di 80 pagine



Mentre nel paragrafo 2 abbiamo una descrizione del VEC attuale (del 2017 e del 2019) ovvero ogni voce è struttura in 3 sezioni:
  • Trascrizione della voce e delle glosse
  • Studio lessicografico
  • Commenti su etimologia, etnolinguistica, toponomastica, fonetica etc.





CI sono altri tre sottoparagrafi su:
  • Trascrizione del manoscritto
  • Studio preliminare delle voci
  • Il commento alle voci



Un preziosissimo elenco dei dizionari consultati per poter completare il lavoro di ogni parola studiata, dai famosissimi  Rohlfs (Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria) , Accattatis (Vocabolario del dialetto calabrese), Galasso (Vocabolario Calabro italiano), Marzano (Dizionario Etimologico del Dialetto Calabrese)  al Cosco (Vocabolario etimologico del dialetto della provincia di Crotone), il Misitano per Sinopoli, il Di Stilo per Galatro e il Matta per Cetraro a quelli sul greco, latino e lingue romanze in genere: "Romanisches etymologisches Wörterbuch" (Dizionario etimologico romanzo) , il Caracausi (Lessico greco della Sicilia e dell'Italia meridionale), , Du Cange (glossarium mediae et infimae Latinitatis.



Impreziosita poi da una ricca bibliografia nonchè di una lessicografia e lessicologia:




Anche dal solo elenco delle abbreviazioni si nota l'attenzione etimologica trovando l'origine o la sua ipotetica origine o confronto con: anglosassone, antico alto tedesco, antico cimrico, antico provenzale, antico spagnolo, antico napoletano, antico francese, antico siciliano, ligure, ebraico,, gallico, britannico, bresciano, toscano, portoghese, turco, umbro, veneto...



E finalmente la prima pagina del dizionario:


Qui un esempio su una voce per capire meglio la sua triplice strutturazione, la parole presa in esame è bagagliu: "asino"

Notare come vengono citati diversi dizionari per confrontare come viene considerata la stessa voce.




domenica 14 aprile 2019

Riace

Riace è un toponimo calabrese famoso sin dagli anni '70 per la scoperta dei Bronzi e di recente per vicende prima sociali e poi politiche riguardanti il modello di accoglienza creato nel paese.

Insegna Riace (Wikipedia)



Oltre al paese della Locride però Rohlfs ci ricorda nel suo Dizionario toponomastico e onomastico della Calabria (Longo Editore terza ristampa 1990)  che esistono anche:

  • ruscello Riace a Curinga (VV)
  • ruscello Riace a San Sostene (CZ)
  • ruscello Riace a Tropea (VV)
  • ruscello Riace a Bagnara (RC)
  • ruscello Riace a Cinquefrondi (RC)
  • ruscello Riace a Giffone (RC)
  • ruscello Riace a Riace (RC)
  • ruscello Riace a Maropati (RC)
  • ruscello Riace a Santa Cristina d'Aspromonte (RC)
  • contrada Riace a Ricadi (VV) con la sua famosa baia
  • contrada Riace di Montebello (RC)
  • contrada Riace di Motta San Giovanni (RC)

 Come mai questo nome è così diffuso nella Calabria meridionale?

Probabilmente perchè il toponino riace/riaci deriva dal greco:
ῥνάχιον  ovvero ruscello!

Ruscello


Baia di Riaci (Ricadi):


Baia di Riaci (Ricadi)


domenica 25 novembre 2018

Ragazzo (1)

#parole a caso




Se si cerca in calabria come si dice ragazzo o giovane, avremo questa mappa secondo l'AIS (Atlante Linguistico ed etnografico italo-svizzero):

Ragazzo, Ragazza


Ragazzo, Giovanotto



Andiamo ad analizzare le parole in dettaglio:

Cotraru

deriva dal latino quaternarius: ragazzo di quattro anni che è diventato semplicemente ragazzo.

Ricerche Linguistiche, Bardi, 1950


Ricerche Linguistiche, Bardi, 1950


Centrache: cotraiedu, Acri quatraru

quatraru secondo Accattatis: puro, innocente




Gagliune
Secondo Rohlfs sarebbe una forma onompatopeica derivata da "guai", il bambino che guaisce
Confronta il campano: wagnì "guai", waglià (guaire)

Mentre nel "Vocabolario delle parole del dialetto napoletano", che più si scostano dal dialetto toscano scritto dagli Accademici filopatridi del 1789 come significato si dà "garzoncellO" e deriverebbe dal latino calones  (Servo)



Bardasciu



Usato poco in Calabria ma diffuso in Abruzzo, Campania anche con accezione negativa,
Attestato nei dizionari di Luigi Galasso, di Giovanni Battista Marzano, di Gliozzi, di Rohlfs e Carè.

Rohlfs per "bardascia" scrive:
  • forosetta (sinonimo di contadinella ndr), contadinella robusta per Malito (CS)
  •  ragazzina ingenua a Rossano (CS)  
  • donna di facili costumi, prostituta (Vocaboli gergali di Reggio Calabria e provincia di Francesco Geraci) 
  • ragazza a Catanzaro e Crotone
  • ragazzo, giovinetto a Catanzaro, Crotone, Piscopio e Caulonia
     
mentre per bardasciu nel Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, che più si scostano dal dialetto toscano scritto dagli Accademici filopatridi del 1789:

giovanotto talora di poco plausibili costumi


 (Vocabolario del dialetto calabrese di Luigi Accattatis, Castrovillari, 1897,
Ricerche etimologiche su mille voci e frasi del dialetto calabro-lucano di Teodoro Cedraro, Napoli, 1855
Saggio di un vocabolario Calabro Italiano di Lorenzo Galasso, Laureana di Borrello, 1924
Sul dialetto Calabro di Francesco Scerbo, Firenze, 1886
Dizionario etimologico del dialetto calabrese di Giovanni Battistaa Marzano, Laureana di Borrello,1928 )

deriva dal persiano bardag- ragazzaccio

Presente anche nel dizionario etimologico di siciliano di Luigi Milanesi come termine dispregiativo: ragazzaccio, persona di poco affidamento, al femminile anche: donna di facili costumi, nella malavita: l'uomo inutile ma che fa lo spaccone.

Nella lingua napoletana e nei suoi dialetti

Nella lingua inglese statunitense esiste il termine berdache (pronunciato: "berdasc") il cui significato presso alcuni popoli nativi americani è usato per riferirsi ad una persona, di solito un maschio, che assume l'identità di genere e ottiene lo status sociale dell'altro sesso.
Più che il significato è interessante però scoprirne l'origine:
Dal francese del nord America, a sua volta dal francesce bardache, catamite, dall'italiano dialettale bardascia , a sua volta dall'arabo bardaj dal persiano bardah: "prigioniero", dal medio persiano: vartak, e dall'antico iranico *varta-





Berdache - Dizioanrio Collins


Il passaggio dal francese bardache all'italiano e poi all'arabo è confermato anche dal "Dictionnaire Etymologique et historique du francaise" (Larousse, 2011):



1537; italiano: bardassa, dall'arabo bardadj, schiavo 

e anche il dizionario inglese Merriam-Webster si accosta a questa ricostruzione:

"Middle French bardache, from Old Italian dialect bardascia youth, homosexual, from Arabic bardaj slave, from Persian bardah"



Altri termini trovati nel vocabolario di Martino (Dizionario dei dialetti della Calabria meridionale) riferiti a ragazzo che approfondiremo successivamente:

  • bofarràci ,  
  • brignolu,  
  • caramùscia,  
  • carusu,  
  • catusu,  
  • ciopulu,  
  • cirimpinni,  
  • craciopulu, 
  • cuculezu, 
  • ferrachjiu, 
  • frascandaghjiu, 
  •  gadoparu, 
  • gagghjolu, 
  • minacchjolu, 
  • pidotu, 
  • scazzandidu, 
  • spillacchjiuni, 
  • ziteddu

Fonte:

  • Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale (AIS)
  • Dictionnaire Etymologique et historique du francaise (Larousse, 2011)
  • Dizionario dei dialetti della Calabria meridionale di Giuseppe Antonio Martino (2006)
  • Nuovo Dizionario della Calabria di Gerhard Rohlfs  (V Ristampa 1996)
  • Ricerche linguistiche. Volume 1 di G. Bardi (1950) 
  • https://www.thefreedictionary.com/berdachism (2018)
  • https://www.merriam-webster.com/dictionary/bardash (2018)

domenica 11 novembre 2018

Ghjegghjari

 Ilir Meta attuale presidente dell'Albania, 5 giorni (6 novembre) fa era in visita all'Università della Calabria a Cosenza, grazie alla volontà del professor Francesco Altimari che dirige il Laboratorio di Albanologia del Dipartimento Culture, Educazione e Società.
Il Presidente albanese ha conferito la medaglia d'onore al professor Francesco Altimari, "per i suoi meriti e il suo impegno nella diffusione e nella promozione del patrimonio linguistico e culturale albanese".

Della comunità albanese in Calabria e della loro lingua l'arbëreshë avevamo già parlato l'anno scorso: qui e qui, in occasione di questo evento riprendiamo la parola con cui venivano riconosciuti gli italo-albanesi



Ghjegghjaru, plurale: Ghjegghjari nome con cui vengono chiamati gli albanesi di Calabria
ma anche semplicemente gghjegghjiu o ghjengghjiu (Dizionario dei dialetti della Calabria meridionale di Giuseppe Antonio Martino, 2006) mentre Rohlfs dà la semplice definizione di balbuziente (Per lo meno a Montauro). Il termine è presente anche a Bivongi (RC) dove Damiano Bova (Dizionario etimologico del dialetto bivongese) dà come prima definizione: "Italo albanese" e in senso figurato: "balbuziente", "mezzo muto", "incomprensibile", "strano".

Per la parola Ghjegghji sempre Bova scrive:

Nome che si dà agli Italo-albanesi di Calabria, fuggiti dal XVI secolo in poi, dall'Albania a causa dell'invasione turca. La loro lingua parlata è l'arberisht degli Arbereshe, cioè una delle antiche lingue del tosco (toskë) antico, il dialetto  dell'Albania meridionale.
In qualche centro (abitato ndr) è un dialetto misto con inflessioni tratte dal ghego  (gegë), dialetto dell'Albania settentrionale.
Nell'Italia meridionale ha subito le contaminazioni a contatto con i dialetti che hanno ereditato la permanenza della lingua greca sia della prima ellenizzazione (magno greca) sia della seconda (bizantina).


L'etimo secondo Bova deriverebbe da ghego, il dialetto parlato nell'Albania settentrionale.
Secondo Il dizionario etimologico indoeuropeo di Julius Pokorny. l'origine di ghegho è invece incerta, potrebbe derivare da un proto-albanese *ghaughau̯, dopo un suono onomatopeico in opposizione a shqip (lingua chiara, comprensibile). Confrontare: gaga (verso dell'oca), e gatë (“airone).
In alternativa potrebbe derivare dal greco antico  γίγας (gígas, gigante), dalla mitologia omerica (i  giganti dei monti Acrocerauni in Albania), probabilmente denotando l'invasione delle tribù che scendevano in Grecia dal nord.


Da notare come anche le comunità calabresi a fronte di una nuova comunità parlante una lingua sconosciuta identifica sostanzialmente la popolazione con un nome onomatopeico che ha il significato nella comunità di qualcuno affetto da balbuzie ovvero anziché parlare di balbettare. Simile al barbaro romano e greco: barbărus, gr. βάρβαρος.



Per chi volesse approfondire la cultura albanese in Calabria c'è il seguento libro:

La Calabria albanese di Fulvio Mazza (Rubbettino Editore, 2013)

Qui sulla Treccani altre informazioni: Comunità albanese


Fonte:

  • Nuovo Dizionario dialettale della Calabria, Rohlfs,  Terza Edizione, 1996
  •  Dizionario dei dialetti della Calabria meridionale di Giuseppe Antonio Martino, 2006
  • Dizionario etimologico del dialetto bivongese, Bova, 2017 
  • Indogermanisches Etymologisches Wörterbuch, J. Pokorny, 1959, Bern : Francke
  • Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/balbuziente/
  • Treccani. http://www.treccani.it/vocabolario/barbaro/ 
  • Wikizionario:   https://en.wiktionary.org/wiki/geg%C3%AB
  • Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_albanese_tosca
  • Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_albanese_ghega


domenica 4 novembre 2018

topi, ratti e sorci

 Rubrica  #parole a caso
Il topo in calabrese



Diversi nomi latini per quello che viene genericamente chiamato "topo"

  • Mus musculus
  • Eliomys quercinus
  • Sorex
  • Rattus

Ma come mai come immagine c'è una carta del Mediterraneo orientale e del Mar Nero?

Perchè nei dialetti calabresi uno dei tanti modi per indicare il topo di quercia (Eliomys quercinus, foto in basso) o il ghiro (i ghiri assomigliano a dei topi che a differenza della loro controparte passano gran parte della loro vita sugli alberi) o anche la talpa  è puondicu, pondacu o pondicu.
Questa parola deriva dall'antico nome del Mar nero:"Pontus Euxinus"(a sua volta dal greco pontikòs), intendendo quindi un topo proveniente da quell'area.
La parola secondo il Dizionario dei dialetti della Calabria Meridionale di Martino 2010)  si attesta a Ferruzzano come ghiro quercino, poi come surici pondacu o puondicu a Laureana di Borrello, San Pietro di Caridà, come agghjiru pondacu o puondicu (ghiro pondico)  a Benestare, a Briatico, a Bruzzano, a Caulonia, a Curinga, Laureana di Borrello, Polistena e Stilo.

Ponticus deriva dal greco Πόντος  che deriva da  πόντος-> póntos
A sua volta si suppone dal Proto-Indo-Europeo *pónteh₁s (“strada, percorso”).

Nelle opere di Omero la parola era usata per riferirsi a qualsiasi mare, ma successivamente per riferirsi specificatamente al Mar Nero e alla regione costiera a sud-est.

Anche l'italiano Pantegana ha questa origine: "mus ponticus", nome diffuso anche nei dialetti settentrionali italiani..




https://it.wikipedia.org/wiki/Sorex

Un'altro modo di indicare il topo è:

surici

dal latino soricem, accusativo di sorex
Di origine incerta, forse correllato a "susurrus" o al greco antico: ὕραξ (húrax, “toporagno”).






zoccula
Nome diffuso nella lingua napoletana e poi entrato anche in italiano con "zoccola" con cui si intende genericamente un grande ratto.
Deriva dal latino sorcŭla diminutivo di sorex
Usato a Bova, Gasperina, Melicuccà, Santa Cristina d'Aspromonte, Cerisano e Scigliano.


Abbiamo poi la parola ghjopadu con il significato di cucciolo di ghiro  o topo di campagna.
L'origine è incerta.








rattu  che come l'italiano "ratto" deriva dal latino rattus, a sua volta dal protogermanico rattaz (rat).
Il termine è ed è stato diffuso in tutta la Calabria




lacridu o acridu
Con questo termine a Davoli e Maida si indica il topo campagnolo o arvicola ovvero a quei topi del genere Arvicolinae



rùsola o rusòla o risciola
Un'altro nome per il topo quercino ad Africo, Ferruzzano e Palizzi.

Conoscete altri modi di dire topo nei dialetti calabresi?

Fonte:

Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/pantegana/
Wikitionary:
https://en.wiktionary.org/wiki/%CE%A0%CF%8C%CE%BD%CF%84%CE%BF%CF%82#Ancient_Greek
https://en.wiktionary.org/wiki/rattus#Latin
Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Arvicolinae




sabato 30 giugno 2018

Punti d'indagine del Dizionario di Rohlfs

Gerhard Rohlfs per costruire il primo Vocabolario unitario delle "Calabrie", come veniva anche definita in passato la regione si appoggiò a fonti orali e a fonti scritte, ecco rappresentata qui sotto in questa mappa tutte i paesi citati dal tedesco nella sua opera (nella Tavola delle sigle bibliografiche).




Solo guardando questa carta, si può vedere l'opera straordinaria che fece Rohlfs di raccolta per i suoi studi linguistici.

domenica 24 giugno 2018

Elenco dei vocabolari calabresi del XXI secolo

Con l'inizio del nuovo secolo, nonché del nuovo millennio piccoli e grandi vocabolari hanno iniziato ad essere pubblicati per tutta la regione e sono spuntati anche alcuni glossari in versione digitale sul web. Di seguito tutti quelli a noi noti, in versione cartacea dal 2000 al 2018.


Il primo in assoluto è quello di Francesco e Anna Maria Cosco: Nella lingua... la storia. Vocabolario etimologico del dialetto della provincia di Crotone patrocinato dall'assessorato della provincia di Crotone, 355 pagine sui dialetti crotonesi.

Il secondo è il Vocabolario calabro. Laboratorio del dizionario etimologico calabrese. A-E uscito per Laterza nel 2002 del presbitero Vincenzo Padula e a cura del glottologo John B. Trumper ormai non più in vendita ma di cui è annunciata una ristampa.
Si tratta di un lavoro che è consistito nel rimettere in ordine il lavoro di raccolta di termini dialettali dell'acrese, raccolte già noti a diversi linguisti, tra cui Gerhard Rohlfs stesso. L'obiettivo del dizionario che comprende i vocaboli A-E è di creare un dizionario storico-etimologico-etnolinguistico non solo della varietà d'Acri ma di tutta la Calabria.



 Nel 2006 Gargiulo Romeo pubblica il voluminoso Vocabolario mammolese per Iiriti Editore, 1460 pagine sul dialetto di Mammola (RC) e lo stesso anno Giuseppe Laface il Dialetto reggino. Tradizione e nuovo vocabolari, 280 pagine per Iiriti Editore.

Nel 2009 Giosuè S. Ciccia pubblica un piccolo volume di 120 pagine sul "dialetto monasteracese" (edizione Pragramata).
Sempre lo stesso anno ma a Sant'Andrea Aposto dello Ionio (CZ) Enrico Armogida dà alla luce il Dizionario Andreolese-Italiano, volume di 1300 pagine.
 
Nel 2010 il professor Giuseppe Antonio Martino completa il lavoro del poeta Ettore Alvaro e pubblica "Dizionario dei dialetti della Calabria Meridionale" per Qualecultura, e definisce Calabria meridionale quell'area calabrese in cui le parlate hanno un "vocalismo tonico siciliano", spannometricamente corrispondente alla antica Calabria Ultra (o ulteriore) fino alla "strozzatura" Lamezia-Squiallce" quindi escludendo l'area crotonese oltre che la cosentina.
Da questa collocazione geografica, come riferisce Martino stesso, il dizionario si trova a metà strada tra il lavoro di Rohlfs di respiro regionale e dei lavori di livello comunale.





 Sempre nello stesso anno la piccola comunità di Cropalati (CS) può godere delle 288 pagine del Vocabolario di lessico e cultura cropalatese di Mario Longobucco.
Lavoro cominciato nel 1995 e scaturito in una prima versione nel 2003 ed in questa finale del 2010 arricchita di sezione fonetica, grammaticale e paremiologica.

Nel 2012 Dizionario calabrese-italiano Poesie e Saggi di Francesco Laruffa una terza edizione per il quarantennale della morte dell'autore (1972) con contributi del linguista Tullio De Mauro e dell'antropologo Vito Teti.

Nel 2013 Francesco Spingola presenta il Vocabolario  verbicarese-italiano, 250 pagine, con 3200 voci con analisi etimologica ed aneddoti ad esse correlate.

A luglio 2017  viene pubblicato per Città del Sole Editore il Dizionario etimologico del dialetto bivongese di Padre Damiano Bova, un tomo di 600 pagine in cui ogni parola del dialetto di Bivongi (RC) ha indicata una possibile origine.

Vocabolario calabro. Laboratorio del vocabolario etimologico calabrese: 2 F- O
uscito nel 2017 per edizion dell'Orso, è il proseguio del lavoro di Trumper sulle schede linguistiche di Padula. In occasione della presentazione del libro a dicembre 2017, come detto all'inizio ha annunciato una ristampa della prima edizione A-E e la pubblicazione della rimanente P-Z.








Fonti:

  • http://www.ilcrotonese.it/il-vocabolario-del-dialetto-della-provincia-di-crotone/
  • Vocabolario Calabro Folume II, A cura di John B. Trumper, Edizioni dell'Orso
  • Dizionario dei dialetti della Calabria Meridionale, Giuseppe Antonio Martino e Ettore Alvaro, Qualecultura, 2016
  • Dizionario etimologico del dialetto bivongese, Damiano Bova, Città del Sole, 2017
  • http://santandreainfo.blogspot.com/2009/01/la-presentazione-del-dizionario.html 
  • http://www.sibari.info/index.php?option=com_content&task=view&id=3563&Itemid=51
  • http://www.istitutomusicalefrescobaldi.it/pubblicazioni/

domenica 17 giugno 2018

Il progetto VIVALDI

https://www2.hu-berlin.de/vivaldi/

Il progetto VIVALDI o progetto Vivaio acustico delle lingue e dei dialetti d'Italia è un interessante progetto dell'Università Humboldt di Berlino (https://www.hu-berlin.de/de) dove mette a dispozione un sito internet, graficamente un po' antiquato, in lingua italiana e tedesca

 Il progetto ha lo scopo di:
  • Raccolta dei dati dialettali attuali in tutte le regioni d'Italia,
  • Uso dei moderni mezzi tecnologici (Internet, DVD) per la presentazione contesto-sensitiva di dati visivi e sonori,
  • Proposte di trascrizione,
    quindi
  • Possibile confronto dei dati attuali con quelli dell'AIS (Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale) e dell'ALI (Atlante linguistico italiano),
  • Possibile utilizzo nell'insegnamento,
  • A lunga scadenza, documentazione coprente tutto il paesaggio dialettale italiano.

Per la Calabria i paesi presi in considerazione sono:
  • Bova Superiore da Dieter Kattenbusch  nel 2000
  • Guardia Piemontese da Dieter Kattenbusch e Fabio Tosques nel 2012
  • Roccella Jonica da Marisa Guarnieri nel 2010
  • Saracena da Dieter Kattenbusch nel 1993
 Qui (Registrazioni Calabria ) la pagina dedicata alla Calabria, sulla sinistra si può scegliere per la "parte fonetica" tra  le voci in italiano di cui si desidera sentire la traduzione nei 4 paesi predetti che a loro volta.
A seguire una parte di lessico, morfologica e sintattica.




Il sito, nota negativa, non sembra  più aggiornato dal 2015

Fonte: https://www2.hu-berlin.de/vivaldi/